Proposta di lettura: Le Anime Morte di Nikolaj Gogol, a vostra disposizione nella Biblioteca di Scienze della Formazione, oppure potreste acquistarlo a meno di 10 euro nelle librerie e gustarvi una piacevole lettura, anziché andare a scialacquare i vostri soldi per aperitivi di dubbia utilità.
E fu così che, passeggiando tra gli scaffali della biblioteca, mi imbattei in un libro all’apparenza inquietante, trattandosi di anime morte, eppure affascinante sin dall’immagine di copertina raffigurante dei cenci umani, piegati dalla fatica e dal doloroso vagare per latifondi semiaridi. Il granaio dell’umanità non dà buono frutto in questo caso e ottenebra le menti, con la polvere che si insinua negli interstizi delle palpebre e delle membra annebbiando la vista e cagionando fastidiose congiuntiviti, nonché tosse persistente.
Eppure io vado ghiotto della prelibata polpa di legno, anche se stagionata e arricchita dalle muffe. Perché no? In fondo, come disse un famoso evangelista, citando le parole del Redentore:
“In verità, in verità, io vi dico: se il chicco di grano, caduto in terra non morrà, rimarrà solo; ma se morirà, darà molto frutto”
Il grano è tanto più buono quanto più è stagionato, la muffa per questo è garanzia di qualità.
Ora, il mio testamento vuol essere uno sprone alla riflessione. Per questo è d’uopo leggere con attenzione, e tra le righe, il messaggio imperituro che Nikolaj Gogol’ ha voluto trasmetterci con il suo scritto. Messaggio solo in apparenza antico, invece attuale, radicato nel presente della nostra piccola cittadella, percorsa dai lacci tenebrosi del potere che si radicano nelle coscienze al punto da farci sentire che non è potere, ma blando docile adattamento alle regole.
Nella bandella o risvolto (da non confondere col colophon, per carità!) dell’Edizione Bur del romanzo, in possesso della nostra biblioteca, sta scritto:
“In una sonnolenta cittadina della Russia ottocentesca […] arriva un giorno uno strano individuo, Čìčikov, mosso dal progetto truffaldino di acquistare le «anime morte»… L’incontro con i possidenti e i funzionari del luogo, insospettiti e resi inquieti dalla sua ambigua figura, delinea, attraverso il prisma del grottesco, la geografia di un’umanità squallida e spiritualmente inerte, pietrificata in ossessive abitudini di avarizia, di ipocrisia, di corruzione. […] Čìčikov e personaggi ch’egli incontra nel corso dei suoi viaggi, non sono che proiezioni delle angosce e dei sogni dell’autore, proteso alla ricerca di un senso della vita, e insieme inconsciamente attratto dai suoi aspetti più assurdi e degradati.
Nutrita di un profondo pessimismo, la narrazione si svolge tutta nel segno dell’assenza: assenza di amore, di sentimenti, di felicità; assenza di un’autentica vita, che l’esteriore affaccendarsi dei personaggi non basta a simulare, e a cui si oppone, in un assiduo e suggestivo contrappunto, la fresca ariosità del paesaggio, il rilievo incisivo degli oggetti, la vivacità degli animali”.
E qui chiudo e vi invito alla lettura del romanzo.
Addio,
Davide

Sindicazione
15.10.09 @ 15:46:27
da elisa1
E' facile scrivere un commento: basta ...
05.09.09 @ 21:23:17
da Davide
Non condivido quello che scrivi, perché ...
28.05.09 @ 11:02:38
da Davide
Si chiama servizio civile nazionale, anche ...
19.05.09 @ 19:11:09
da CARMINE
12-15 permessi 'liberi', magari!! Ma che ...
16.02.09 @ 21:10:43
da Salvatore
Richiesta legittima fino a prova contraria. Cari ...
31.01.09 @ 14:33:42
da Davide
Bel Blog, grazie per la promozione. ...
11.12.08 @ 12:29:31
da Giovanni
Joseph Goebbels, il ministro della censura.
01.12.08 @ 11:15:37
da Davide
Il commento al libro è un ...
30.11.08 @ 14:40:57
da Giovy1974
Il mio testamento non può che ...
27.11.08 @ 09:27:02
da Davide