Durante la mia carriera scolastica, ho conosciuto una professoressa molto preparata, sempre ordinata e garbata nei modi. Tuttavia, alcune mie compagne la criticavano per il suo modo di vestire, lindo ed accurato. Che dietro l’apparente perfezione della donna si celasse, in vero, un senso d’insicurezza, allora, l’avevo come presentito: la nostra insegnante ci confessò, da madre preoccupata, di avere con sua figlia un rapporto non proprio idilliaco.
Che alcune persone, invece, facciano della propria “perfezione” un modo di perpetuare il male, o meglio l’immaturità nelle nuove generazioni, questo no, non posso accettarlo, è privo di attenuanti, come dimostra il film American Beauty (1999) del regista Sam Mendes. Nei quartieri residenziali americani, tutto fila liscio, almeno all’apparenza: il lavoro è gratificante, la casa come l’automobile sono tenute in perfetto ordine. Così, la pensa Carolyn (Annette Bening), agente immobiliare, che si sente una donna realizzata, anche se, per il suo avanzamento di carriera, conta molto sul fatto di cornificare il marito. Nella vita di lei c’è pure spazio per l’impulso artistico: la donna va fiera della varietà di rose, belle e profumate, che coltiva nel suo giardino.
Il dialogo in famiglia, il valore dell’amicizia.
Come va il dialogo in famiglia fra Carolyn, il marito e la figlia Jane (Thora Birch), la tipica adolescente arrabbiata, sempre scontrosa e insoddisfatta? Non bene, a giudicare dalle poche parole che si scambiano a tavola, sufficienti però a far saltare i nervi ai commensali che se ne dicono di tutti i colori. Il marito Lester (Kevin Spacey), pubblicitario, è sull’orlo di una crisi di nervi, così, dopo anni di rabbia repressa, accumulata sul posto di lavoro, sbotta e manda tutti a quel paese. Inutile dire che viene licenziato, ma Lester se ne frega, perché ha deciso di cambiare vita. Per comunicare questa sua decisione a moglie e figlia prende dalla tavola il piatto con la pietanza e lo scaglia con violenza al muro. La moglie è allibita, la figlia Jane, invece, ne resta ammaliata: finalmente la figura del padre che prende in mano le redini della situazione!
Ricky (Wes Bentley) è un adolescente che non disdegna le comodità della vita: nella sua camera da letto convive con la tecnologia più sofisticata. Per comprarsela ha dovuto e continua a spacciare droga all’insaputa dei suoi genitori. Il ragazzo, benché disonesto, denota una sensibilità fuori dell’ordinario con cui fa colpo su Jane, la figlia dei vicini di casa che accetta di lasciarsi filmare, amare dal ragazzo. Ricky, il voyeur che maneggia la telecamera con destrezza, si diverte a spiare, dalla finestra della sua camera, ciò che accade dentro le case dei vicini. Non si tratta solo di morbosa curiosità, poiché le immagini poi sono occasione di meditazione sul senso della vita. La bellezza, a volte, si annida dove meno ci si aspetta: un semplice sacchetto di plastica che danza nell’aria sospinto dal vento.
Il metodo “spartano” di formazione.
Speciale, come padre, è Fitts (Chris Cooper), colonnello dei marines in pensione, che pretende dal figlio Ricky un inutile, quanto insensato, rispetto di regole ed orari militareschi. Per Fitts-padre, la casa è una caserma, il figlio un camerata, la moglie una sguattera. Il colonnello-padre ha un passato così glorioso che il figlio non può fare altro che annuire: verso il padre, egli manifesta un ossequio più formale che sentito veramente. Quando il Signor Fitts scopre il modo del figlio di procurarsi il denaro, lo picchia a sangue. Così, Ricky decide di andare via di casa, non prima di avere salutato la madre, inebetita a causa dei modi furiosi e violenti del marito. La donna piange, ma il figlio le vuole bene come se ne vorrebbe ad una malata di mente, non colpevole per il suo male. Il rigido, perfezionista e moralista colonnello Fitts è incapace di amare come di coltivare la bellezza anche in casa sua, perché vive le emozioni in senso negativo, come se fossero un limite all’intelligenza. Per circostanze fortuite, arriva a sospettare l’omosessualità del figlio, anche se, in realtà, è il Fitts-padre, memore della virilità ostentata ai tempi del militare, il primo ad andare in visibilio alla vista del sudore e dei muscoli del vicino di casa Lester, che poi abbraccerà in un momento di debolezza.

Sindicazione
15.10.09 @ 15:46:27
da elisa1
E' facile scrivere un commento: basta ...
05.09.09 @ 21:23:17
da Davide
Non condivido quello che scrivi, perché ...
28.05.09 @ 11:02:38
da Davide
Si chiama servizio civile nazionale, anche ...
19.05.09 @ 19:11:09
da CARMINE
12-15 permessi 'liberi', magari!! Ma che ...
16.02.09 @ 21:10:43
da Salvatore
Richiesta legittima fino a prova contraria. Cari ...
31.01.09 @ 14:33:42
da Davide
Bel Blog, grazie per la promozione. ...
11.12.08 @ 12:29:31
da Giovanni
Joseph Goebbels, il ministro della censura.
01.12.08 @ 11:15:37
da Davide
Il commento al libro è un ...
30.11.08 @ 14:40:57
da Giovy1974
Il mio testamento non può che ...
27.11.08 @ 09:27:02
da Davide