Altri quattro mesi sono passati da quando è cominciata questa avventura, ancora in corso, del Servizio Civile Nazionale.
È ormai passato, anzi trapassato, forse imperfetto il periodo di ambientazione in cui veniva un po’ faticoso alzarsi presto la mattina per ottemperare ai doveri di noi volontari. Non mi alzavo così presto, ogni giorno, dal periodo del liceo. Adesso l’orologio biologico suona ancor prima della sveglia quando, ancora disteso comodamente sul letto, sento il cinguettio degli uccelli mattutini e si odono le prime auto muoversi per le vie della città, dopo la silenziosa notte già passata, auto di gente che, come me, al mattino si alza per andare a lavorare.
Era anche questo ciò che mi aspettavo dal Servizio Civile. Quel senso di responsabilità che credo solo il lavoro può dare.
Il rapporto coi colleghi in biblioteca è un crescendo giornaliero. Ormai si sono creati dei legami forti che vanno al di là della semplice frequentazione per motivi lavorativi. Si ride, si scherza, ci si confida e non di meno si lavora in gruppo con grande coinvolgimento, collaborazione reciproca e professionalità.
Siamo diventati parte importante, per certi aspetti forse essenziale per il buon funzionamento di alcuni compiti della biblioteca. “Professionisti del Front-Office”, certamente incentivati dalla O.L.P. ad acquisire, sempre più, maggiori competenze in ambito bibliotecario, certamente incentivati dalla nostra voglia di conoscenza completa dei programmi di gestione dei servizi per raggiungere un unico obiettivo: soddisfare l’utente.
Siamo i pionieri dell’era dell’informatizzazione dei servizi bibliotecari, finalmente giunta, seppur con ritardo, anche nelle nostre università siciliane. Un’era in cui il cartaceo, paragonabile al passato, non è morto, morirebbe la memoria storica delle stesse biblioteche se così fosse, bensì è più vivo che mai, accompagnato, anzi fortificato dall’appoggio del digitale che, di certo, ha motivo d’esistere soprattutto per la velocizzazione delle ricerche di documenti.
È un peccato che dopo un periodo di formazione professionale, perché di questo si tratta a parer mio viste le competenze acquisite in questo periodo, saremo costretti ad abbandonare la nostra abituale posizione, assumendone un’altra e lasciando al personale strutturato l’arduo compito di reinvestire risorse cognitive e tempi per la formare nuovamente, anno dopo anno, nuovo “personale intermittente” che certamente andrà via come noi dopo la fine del Servizio Civile.
P.S.: per il lavoro svolto in biblioteca durante il progetto “ Il marketing in biblioteca. Verso i servizi di qualità. Comunicare per crescere” vedi report mensili.
15.10.09 @ 15:46:27
da elisa1
E' facile scrivere un commento: basta ...
05.09.09 @ 21:23:17
da Davide
Non condivido quello che scrivi, perché ...
28.05.09 @ 11:02:38
da Davide
Si chiama servizio civile nazionale, anche ...
19.05.09 @ 19:11:09
da CARMINE
12-15 permessi 'liberi', magari!! Ma che ...
16.02.09 @ 21:10:43
da Salvatore
Richiesta legittima fino a prova contraria. Cari ...
31.01.09 @ 14:33:42
da Davide
Bel Blog, grazie per la promozione. ...
11.12.08 @ 12:29:31
da Giovanni
Joseph Goebbels, il ministro della censura.
01.12.08 @ 11:15:37
da Davide
Il commento al libro è un ...
30.11.08 @ 14:40:57
da Giovy1974
Il mio testamento non può che ...
27.11.08 @ 09:27:02
da Davide